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PERCHE’ SCEGLIERE DI ALLENARSI ALLA SPRINGBOARD RISPETTO AL MATWORK? Alcune peculiarità del macchinario e qualche parola sull’insegnante.

CHE DIFFERENZA C’E’ TRA L’ALLENAMENTO ALLE SPRINGBOARD E QUELLO AL TAPPETINO?

Ricercando in rete qualche informazione relativa alle differenze tra gli allenamenti Pilates a corpo libero (matwork) e quelli ai macchinari, troverai un sacco di pareri contrastanti: alcuni dicono sia più intenso il lavoro a terra altri sono convinti del contrario, alcune scuole indicano per i neofiti più appropriato il matwork altri sostengono esattamente l’opposto. In realtà, la parola chiave resta sempre “esperienza”, sia per colui che si allena e sia per l’insegnante. Valutiamo insieme i diversi casi.

1. IL NEOFITA  – con molta capacità corporea acquisita in altre attività.Le persone che derivano da altre discipline ma che hanno una buona capacità di controllo del corpo, abituati a gestirlo nel movimento dinamico, che ballano ad esempio o che hanno praticato molta ginnastica, sono avvantaggiate perché partono da un buon livello di consapevolezza per riuscire a correggersi e a cogliere l’intensità dagli esercizi ottenendo il meglio sia dal matwork che ai macchinari.

2)IL NEOFITA – con molta capacità fisica limitata alla pratica di sport specifici.Le persone che derivano da uno sport specifico talvolta hanno tanta resistenza e/o forza abbinata a schemi di movimento alterati conseguenti alla loro esperienza sportiva. Avranno difficoltà a correggere il movimento a corpo libero ed è consigliato l’approccio al macchinario e l’uso dello specchio per migliorare la consapevolezza.

3) IL NEOFITA – che non ha un buon rapporto col movimento.Chi non ha mai praticato sport o attività che prevedono coordinazione e consapevolezza corporea, ottengono migliori risultati attraverso i macchinari perché offrono un punto di riferimento con il quale il corpo si relazione nell’eseguire i movimenti.

4) IL PRATICANTE ESPERTOChi già pratica gli esercizi di protocollo o comunque si allenta con attività affini, riuscirà a raggiungere buoni livelli di intensità in un pratica corretta degli esercizi sia al tappetino che alla springboard fermo restando che offrono stimoli differenti tra loro.

L’ESPERIENZA DELL’INSEGNANTE.

Questo argomento è sempre prioritario e di grande importanza.

  1. Ogni insegnante del metodo inizia la sua formazione attraverso il protocollo base del matwork a terra; questi esercizi poi vengono modificati e proposti sui vari macchinari (caddillac, springboard, reformer, barrel, chair…). Ci vogliono anni di esperienza per comprendere bene il metodo e saperlo gestire al meglio.
  2. E’ molto importante che l’insegnante abbia una buona tecnica di insegnamento, di comunicazione  che permetta al praticante di capire esattamente cosa deve eseguire. Meglio se ha insegnato anche altre attività per avere una pratica di insegnamento più ampia anziché monotematica.
  3. Molti istruttori del metodo Pilates vengono dal mondo della danza da cui il metodo stesso prende vita. Se nel backgroud di questi insegnanti non esistono altre esperienze estranee a questo genere di attività, se non si sono formati anche in altri contesti (come ad esempio il mondo della postura estraneo al Pilates, il mondo del fitness, quello della ginnastica), se non studiano anche al di fuori del metodo, non saranno in grado di valutare adeguatamente ciò che stanno insegnando perché mancano importanti termini di paragone

ALCUNE PECULIARITA’ DELLA SPRINGBOARD

  • Tutte le attrezzature Pilates creano intensità attraverso l’uso di alcune molle. Queste offrono una resistenza progressiva, vale a dire che tanto più le tiri, tanto più intensa diventa l’intensità progressivamente. Questo è il motivo per cui ognuno può allenarsi con il corretto carico a prescindere dal genere (uomo o donna) e dalla forza fisica iniziale (capacità fisica).
  • Le molle si reagiscono all’imput ricevuto dal movimento. Se il movimento è scorretto come direzione o  qualità di spinta, le molle enfatizzeranno l’errore e sarà quindi più facile correggere sia per l’insegnante che per il praticante.
  • il macchinario resta sempre un punto di riferimento nello spazio per cui il partecipante sarà facilitato nella correzione del movimento, specialmente chi ha difficoltà di gestione del proprio corpo.
  • In molti esercizi le molle diventano un supporto, un aiuto alla pratica di quei movimenti che, se eseguiti a corpo libero, sono davvero difficili e adatti a pochi. In questi casi, i macchinari permettono di eseguire esercizi che stimolano in modo differente la muscolatura e questo è un gran bel vantaggio.
  • Possiamo quindi dire che le attrezzature Pilates offrono un maggior panorama di esercizi e stimoli per il sistema muscolo scheletrico, la consapevolezza corporea e non ultimo, il divertimento che perviene dalla pratica di cose nuove e differenti da ciò che siamo abituati a fare.

Se desideri qualche chiarimento o altre informazioni, lascia un tuo commento.

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